Morti

Nov 2, 2024Life

Nel giorno dei morti in tanti fanno visita ai loro cari che riposano al cimitero. Non me ne vogliate, non sono credente e non sono neanche mai stata attiva in questa commemorazione.

Poi, nel 2022 è venuto a mancare mio padre. Da quel momento ho iniziato anch’io a seguire la tradizione. Non so dirvi se lo faccio per dedicargli un pensiero isolato dal resto o per sostenere mia madre nell’esigenza di stargli vicina ancora un po’.

Davanti al loculo del mio buon babbo, dopo aver sistemato i fiori, ci troviamo sempre a sorridere nel ricordare quando, dopo il funerale, un addetto del cimitero ha fatto notare a mia mamma lo spazio libero accanto al defunto marito. A suo avviso, avrebbe potuto cogliere l’occasione e garantirsi di stargli vicino per l’eternità. Penso sia stato il marketing più macabro a cui abbia mai assistito.

Ad ogni modo, oggi, accanto al papà riposa una bella signora di nome Rita, ha tre anni in meno ed è mancata al mondo soltanto un mese dopo di lui. Spero che la mamma non sia troppo gelosa.

Che poi, i miei genitori litigavano oltre misura e avevano un sacco di problemi sia personali sia nello stare insieme. Eppure, è noto come la mancanza sia in grado di assopire qualunque gravità della vita.

In visita al cimitero non posso evitare di fare un giro tra i defunti. Ho l’abitudine di fermarmi a leggere le date di arrivo e di dipartita per poi calcolare il tempo di permanenza sulla terra. Osservo le foto, resto incantata soprattutto da coloro che sono nati prima del ‘900. Cerco di fare mente locale del periodo storico in cui hanno vissuto per immaginare una possibile biografia di quegli uomini, donne e, talvolta, bambini.

I nomi e i cognomi offrono molti spunti, oltre al loro sguardo verso la camera. Qui nel torinese è facile riconoscere i cognomi tipici del luogo, i vari Grosso, Chiabotto, Cibrario, Carnino sono alternati da altri tipici delle regioni del sud. Così, mentre penso al potenziale romanzo di qualcuno che non c’è più, sento suonare una sirena simile a un allarme del coprifuoco in periodo di guerra. È ora di andare via.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *